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ESCURSIONISMO
1) Monte Toraggio
Sentiero degli Alpini: dislivello: 600 metri circa,
all'andata, 230 metri circa al ritorno - tempo complessivo: 5-6 ore -
difficoltà: per escursionisti esperti - materiale utile:
cordini e moschettoni per assicurarsi ai cavi d'acciaio (verificarne sempre la tenuta).
Un percorso ad anello vario e panoramico, l'itinerario più classico e frequentato della zona.
Fu costruito, tra il 1936 e il 1938, per scopi militari al fine di evitare l'artiglieria
francese appostata sul versante occidentale della Val Roja.Dalla Colla Melosa (1540 m)
si segue la sterrata che sale verso il Monte Grai per circa 600 metri fino ad incrociare
un sentiero a sinistra segnalato da un triangolo rosso. La traccia taglia in piano e poi
risale per un breve tratto (corde metalliche) ed attraversa l'alveo roccioso di un ruscello.
Dopo un altro tratto in salita si attraversa un altro ruscello e si prosegue fino ad arrivare
ad un bivio dove si prende a sinistra, scendendo verso il Sentiero degli Alpini. Si passa
davanti ad una fonte sotto le prime bastionate rocciose e si continua in piano attraversando
una piccola galleria. Il sentiero prosegue tagliando le bastionate inferiori del Pietravecchia
con saliscendi, tratti scavati nella roccia e altri franati, attrezzati con cavi metallici.
Con una serie di tornantini si raggiunge la Gola dell'Incisa (1685 m), stretto intaglio sulla
cresta di confine tra il Toraggio ed il Monte Pietravecchia. Rimanendo sempre sul versante
italiano si prosegue sul sentiero pianeggiante che taglia i fianchi orientali del Toraggio
(passaggi esposti attrezzati con cavi d'acciaio). Giunti ai prati del versante sud si scende
leggermente per poi prende a sinistra un sentiero che sale a tornanti (segnavia bianco e rosso
dell'Alta Via dei Monti Liguri). Si raggiunge velocemente il Passo di Fonte Dragurina (1810 m)
dove si lascia l'Alta Via dei Monti Liguri, per salire direttamente verso la cima occidentale
del Monte Toraggio. Salendo per una ripida traccia si entra in un vago canale che si apre tra
le rocce terminali, si superano alcuni gradini rocciosi e si guadagna la vetta. Ritornati al
Passo di Fonte Dragurina si prende verso destra l'Alta dei Monti Liguri che ci porta sul
versante francese. La mulattiera passa vicino alla Fonte Dragurina (non perenne) e poi taglia
in lieve discesa i fianchi nord-occidentali del Toraggio. Costeggiando la cresta nord si ritorna
alla Gola dell'Incisa e da qui si prosegue in salita lungo l'Alta Via dei Monti Liguri che aggira
ad ovest il Monte Pietravecchia. Giunti al Passo della Valletta (1918 m) si scende sul versante
opposto e si ritorna a Colle Melosa sulla vecchia strada militare.
Cresta nord ed traversata alla cima occidentale: dislivello:
300 metri circa dalla Gola dell'Incisa - tempo di salita: 1.30 2 ore dalla Gola
dell'Incisa - difficoltà: è un itinerario che richiede un minimo di esperienza
alpinistica perché non è segnalato e si svolge su terreno impervio con passaggi esposti e di
difficoltà fino al II grado nella traversata dalla cima orientale a quella occidentale -
materiale utile: corda, fettucce e moschettoni. Il percorso totalmente privo di
segnavia e di cavi d'acciaio. Per giungere alla Gola dell'Incisa seguire l'itenerario precedente,
il sentiero degli Alpini, fino alla Gola dell'Incisa. Giunti alla gola si prosegue per qualche
centinaio di metri verso sud sulla mulattiera che da sul versante francese, quindi si piega a
sinistra per raggiungere il filo della cresta. Inizialmente la cresta è costituita da rocce ed erba,
in seguito diventa più articolata. Ad est precipita verticale, mentre ad ovest degrada più dolcemente
con uno stupendo bosco di larici. Seguendo più o meno fedelmente il filo dei crinale si giunge ad un
ripiano erboso ai piedi della parete terminale. Si sale verso destra guadagnando la cima orientale
del Monte Toraggio. Dalla cima si scende facilmente verso sud ovest fino ad un intaglio, da qui si
segue la cresta rocciosa fino alla cima ovest. Il ritorno segue il sentiero degli Alpini.
2) Monte Pietravecchia
Il Sentiero alto e la rampa della via Salesi: difficoltà: EE -
dislivello: 600 m circa - tempo di salita: 2.30-3 ore -
materiale utile: imbragatura, cordini e moschettoni a ghiera, per assicurarsi ai
cavi d'acciaio.
L'itinerario si snoda alcune centinaia di metri più in alto del Sentiero degli Alpini e le sue
difficoltà sono di poco superiori a quelle di quest'ultimo. Il percorso è segnalato ed i tratti più
esposti sono stati attrezzati con cavi d'acciaio. Da Colle Melosa seguire la pista sterrata per circa
mezzo chilometro, fino ad imboccare a sinistra un sentiero (triangolo rosso), che dopo un primo tratto
in piano scende ripido attraversando l'alveo roccioso di un ritano. Si continua a salire fino ad un
bivio e si prende a sinistra per il Sentiero degli Alpini, costeggiando il fianco roccioso, si raggiunge
una fontana che sgorga dalla roccia. Subito dopo la fonte si lascia il Sentiero degli Alpini per prendere
a destra un sentiero (triangolo rosso) che prende a salire con dei tornantini. Si continua verso ovest
superando alcune cenge rocciose (cavi d'acciaio) per poi tagliare i pendii erbosi sotto le pareti
superiori del Pietravecchia. Si lascia a destra l'attacco della via ferrata "Agostino Mauro", si supera
un dosso erboso, oltre il quale si trova la partenza della via ferrata "Fratelli Carminati" e si prosegue
in piano per un breve tratto. Il sentiero comincia a salire lungo un costone aggirando un secondo dosso
dove si lascia il sentiero principale e si prende a destra una traccia che sale obliquamente tra le rocce.
La traccia è interrotta da una piccola parete attrezzata con fittoni e cavo d'acciaio. Superata la
paretina si prosegue agevolmente raggiungendo velocemente il dorso sommitale. Da qui si comincia a
scendere lungo il costone orientale fino ad un'ampia sella (1740 m) dove si imbocca a sinistra un
sentiero, che taglia in diagonale tra i larici dei versante nord-est. Si supera un tratto roccioso e
si raggiunge la strada sterrata che ci riporta a Colle Melosa.
Monte Pietravecchia da nord est: dislivello: 400 metri circa -
tempo di salita: 1.30 1.45 ore - difficoltà: per escursionisti medi,
un breve tratto esposto attrezzato con cavo d'acciaio richiede un minimo di attenzione. Dalla Colla Melosa
(1540 m) si segue l'ex strada militare che sale verso il Monte Grai, giunti al primo tornante (1660 m)
si abbandona la sterrata per prendere a sinistra un sentiro che taglia in piano un versante ripido e
roccioso (i tratti più esposti sono attrezzati con cavi d'acciaio). Arrivati ad un bivio si prende a
destra la diramazione che sale a tornanti nel bosco, lasciando il sentiero che scende a sinistra verso
il Sentiero degli Alpini. Si continua sulla vecchia strada militare fino a giungere ad un altro tornante.
Si tralascia la rotabile e si prende a sinistra in piano per poi risalire ad un'ampia sella. Si prosegue
tagliando verso nord ovest fino ad incrociare, nei pressi dei Passo della Vailetta, una traccia di
rotabile che sale verso la vetta dei Pietravecchia. Giunti sulla dorsale orientale si può abbandonare
la stradina che prosegue sul versante nord e salire direttamente per il sentiero che fiancheggia il bordo
delle bastionate meridionali e giunge in breve sulla panoramica cima del Pietravecchia.
Monte Pietravecchia per lo sperone nord ovest: dislivello: 350 metri
circa dalla Gola dell'Incisa - tempo di salita: 11. 15 1.30 ore dalla Gola dell'Incisa -
difficoltà: per escursionisti esperti; il primo tratto dello sperone non è segnalato,
mentre nella parte alta ci sono i segnavia ma si deve superare un breve tratto su roccia. Da Colle Melosa
seguire la pista sterrata per circa mezzo chilometro, fino ad imboccare a sinistra un sentiero
(triangolo rosso), che dopo un primo tratto in piano scende ripido attraversando l'alveo roccioso di un
ritano. Si continua a salire fino ad un bivio e si prende a sinistra per il Sentiero degli Alpini,
costeggiando il fianco roccioso, si raggiunge una fontana che sgorga dalla roccia e si prosegue fino ad
arrivare sotto la Gola dell'Incisa (1685 m). Da qui si sale verso nord lungo l'Alta Via dei Monti Liguri
e, giunti sullo sperone nord ovest del Pietravecchia, si lascia il sentiero e si segue la cresta fino ai
piedi della parete rocciosa sommitale. Si prende a sinistra seguendo i segnavia rossi, si superano alcuni
brevi passaggi su roccia, si raggiungono i pendii boscosi del versante nord e, proseguendo verso destra
si giunge alla vetta.
3) Balconi di Marta
Itinerario in auto
È percorribile con cautela con un normale automezzo, purché non a fondo basso. Imboccare la
strada sterrata ex militare che parte da Colla Melosa e conduce, dopo parecchi tornanti, al Rifugio Monte
Grai (CAI di Ventimiglia), prestando particolare attenzione in corrispondenza dei dossi creati per lo
smaltimento dell'acqua piovana che si incontrano lungo il percorso.
Superato il rifugio proseguire sulla strada che diventa pressoché pianeggiante fino ad incontrare un
bivio, in corrispondenza del quale si trova il confine.
Imboccare quindi la diramazione di sinistra (territorio francese) e proseguire sullo sterrato che a
tratti diventa molto accidentato (buche e roccia che affiora dalla strada) fino ai ruderi dei Baraccamenti
di Marta, dove occorre lasciare l'auto. Da qui il Balcone di Marta è visibile in direzione ovest/sud-ovest
al di là di una conca. Proseguire a piedi sulla strada che si dirama sulla sinistra, dietro ad un alpeggio,
superando la sbarra che ne blocca l'accesso agli autoveicoli.
Dopo circa 30-45 minuti di cammino, inizialmente in falso piano e poi in salita, si raggiungono, superato
un tornante a destra, i resti di una casermetta situata sulla sinistra della strada: proseguire a questo
punto verso il tornante successivo, in corrispondenza del quale si deve imboccare una diramazione a
sinistra, poco evidente, che porta in breve all'Ingresso Artiglieria dell'opera sotterranea (prestare
attenzione ai resti di filo spinato che si possono trovare nei prati circostanti). Se si vuole salire alla
cupola dell'osservatorio, non accessibile dall'interno dell'opera, occorre proseguire lungo la strada
principale fino alla sommità.
Itinerario a piedi
Richiede circa 3-3,5 ore di marcia.
Da Colla Melosa imboccare la mulattiera che parte in corrispondenza della prima curva della strada
sterrata ex militare e che si ricongiunge a quest'ultima poco prima del Rifugio Monte Grai. Proseguire
poi come per l'itinerario in auto. La visita interna dell'opera, nonostante sia stata spogliata di tutto
il materiale trasportabile, risulta piuttosto interessante. Vista la notevole estensione dei locali
sotterranei (la visita completa richiede almeno un'ora), si consiglia di non avventurarsi all'interno
da soli e di munirsi di efficienti mezzi di illuminazione, prevedendo lampade e batterie di riserva.
A causa della presenza di correnti d'aria relativamente forti, si consiglia inoltre di coprirsi
adeguatamente anche nella bella stagione. Le condizioni di conservazione dei locali sono generalmente
buone, fatta eccezione per l'Ingresso Artiglieria e per la prima casamatta della Batteria del Barcone,
dai quali sono state asportate le travi metalliche del soffitto, e per le camerate dei due centri di
resistenza, nelle quali è stato parzialmente staccato il rivestimento anti umidità. Prestare attenzione
lungo le ripide rampe di scale che scendono ai Centri 35 bis e 35 (complessivamente 326 scalini!),
che la frequente presenza di umidità può rendere scivolose, come pure nel corridoio in forte pendenza
che le segue. Nel pavimento di quest'ultimo si trovano inoltre alcuni piccoli tombini privi di copertura
nei quali è possibile inciampare.
Il ritorno dall'esterno passando dall'Ingresso Attivo del Centro 35, assolutamente da evitare in caso
di non perfetta visibilità, è fortemente sconsigliato sia per la mancanza del sentiero che per la
difficoltà del percorso. È decisamente preferibile ripercorrere l'itinerario interno di andata attraverso
il corridoio di collegamento e le lunghe rampe di scale.
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